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Aggressione alla scuola Verga, torna il confronto sulla sicurezza negli istituti

Dopo il ferimento di una docente, riflettori sulle misure di prevenzione e sulle parole pronunciate a febbraio dall’assessora Pratelli

di Redazione venerdì 18 settembre 2026 · 16:04
Aggressione alla scuola Verga, torna il confronto sulla sicurezza negli istituti
In sintesi

Un'aggressione avvenuta nella scuola media Giovanni Verga di Roma, dove un ragazzo di 13 anni ha ferito un'insegnante con uno spray urticante e un coltello, ha riaperto il dibattito sulla sicurezza nelle scuole. L'episodio ha sollevato interrogativi sulla necessità di rafforzare i controlli all'ingresso, in un contesto in cui l'assessora alla Scuola di Roma, Claudia Pratelli, si era espressa contro l'uso generalizzato di metal detector, promuovendo invece un modello di scuola aperta e inclusiva. Mentre un sondaggio rivela che il 68% degli studenti è favorevole a controlli di sicurezza, il capogruppo della Lega ha chiesto chiarimenti sull'approccio dell'amministrazione comunale e sulle misure preventive adottate. Le autorità competenti stanno ora indagando sull'accaduto per chiarire le dinamiche e le responsabilità.

Un episodio di violenza all’interno di una scuola riapre il dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici e sugli strumenti di prevenzione. In una mattina, un ragazzo di 13 anni ha aggredito un’insegnante nella scuola media Giovanni Verga, in via Giovanni Gussone, a Roma. Secondo le prime ricostruzioni, lo studente avrebbe spruzzato uno spray urticante sul volto della docente per poi ferirla con un coltello. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118. La donna è stata soccorsa e trasportata in ospedale sotto choc, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sono in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica e le circostanze dell’episodio.

L’episodio riporta al centro del confronto il tema della prevenzione della violenza nelle scuole e delle opportunità o meno di rafforzare i controlli all’ingresso degli istituti. In questo contesto, viene ricordata una dichiarazione rilasciata dall’assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, che si era espressa in termini critici nei confronti di una diffusione generalizzata dei metal detector nelle scuole.

Il 26 febbraio 2026, intervenendo all’Acquario Romano alla presentazione del progetto “Scuole aperte”, Pratelli aveva affermato: «Vogliamo una scuola che non teme il mondo, che non si chiude con i metal detector, ma una scuola che si apre ai territori e alle comunità di insegnanti, studenti, genitori e dirigenti». La dichiarazione era stata resa nel contesto di un’iniziativa che punta a rafforzare il ruolo delle scuole come presìdi civici e culturali. Il progetto, sostenuto da un finanziamento di 1,5 milioni di euro, coinvolge 160 istituti romani e prevede l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico per attività educative, culturali e sociali.

La posizione dell’assessora si inseriva nel dibattito scaturito dalla direttiva emanata dal Ministero dell’Interno il 28 gennaio 2026, dopo alcune aggressioni avvenute in diversi istituti italiani. Il provvedimento rafforza le attività di prevenzione e il raccordo tra prefetture, forze dell’ordine, uffici scolastici e istituzioni territoriali, senza prevedere l’introduzione generalizzata di metal detector nelle scuole. La direttiva lascia tuttavia aperta la possibilità di prevedere strumenti di controllo in situazioni ritenute a rischio, in raccordo con le valutazioni delle autorità competenti.

Secondo un sondaggio condotto da Skuola.net il 29 gennaio 2026 su un campione di 500 studenti, il 68% dei partecipanti si era dichiarato favorevole all’introduzione di controlli all’ingresso delle scuole: il 28% si era detto molto favorevole e il 40% abbastanza favorevole. Il 16% aveva espresso una posizione contraria.

Dopo l’aggressione avvenuta a Roma, il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, ha richiamato le precedenti dichiarazioni dell’assessora Pratelli, chiedendo chiarimenti sulla posizione dell’amministrazione comunale e sugli strumenti di prevenzione e sicurezza adottati. Santori ha inoltre sollecitato verifiche su eventuali segnalazioni precedenti riguardanti il tredicenne coinvolto nell’episodio.

Il confronto resta aperto: da una parte, chi ritiene prioritario rafforzare gli interventi educativi e sociali per prevenire il disagio e la violenza; dall’altra, chi sostiene la necessità di prevedere strumenti di sicurezza adeguati nelle situazioni considerate a rischio. Sull’episodio specifico della scuola media Giovanni Verga saranno le autorità e le istituzioni competenti a chiarire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.