Chi è Andrea Missori, l’uomo che Meloni ha chiamato per fermare i licenziamenti a Genova
Andrea Missori è il dirigente contattato da Meloni per fermare i licenziamenti a Genova. Scopri il suo ruolo e le reazioni istituzionali.
Andrea Missori è un dirigente d’azienda italiano, amministratore delegato di Ericsson Italia e vicepresidente di Asstel.
Nato a Molfetta (BA), si è laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Bari. Ha proseguito la formazione manageriale con un Executive MBA all’Università di Bologna e programmi executive alla London Business School, alla Boston University e alla Beijing Management School.
La sua esperienza professionale si è sviluppata nel settore delle telecomunicazioni e dell’innovazione. Ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in aziende italiane e multinazionali, fino ad assumere ruoli di vertice in Ericsson.
La vicenda Ericsson
Il suo nome è tornato al centro del dibattito pubblico nell’ottobre 2026, quando Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti dello stabilimento di Genova-Erzelli nell’ambito di un piano di riorganizzazione. Secondo quanto riportato da Rai News, i lavoratori coinvolti includevano 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti, con la maggior parte degli esuberi (110) concentrata nella Business Area Networks.
Il piano prevedeva anche la chiusura dell’unità dedicata all’Ottica entro la fine del 2026 e un ridimensionamento delle attività di ricerca e sviluppo. La notizia aveva suscitato proteste sindacali e un ampio confronto politico e istituzionale.
Meloni contatta Andrea Missori: i dettagli
Secondo quanto riportato da Rai News, il premier Giorgia Meloni ha contattato direttamente Andrea Missori per discutere della situazione dei licenziamenti. Dopo la telefonata, la multinazionale ha annunciato il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l’apertura di un nuovo percorso.
La decisione è stata formalizzata durante un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il 5 ottobre 2026, segnando un cambio di direzione rispetto al piano iniziale dell’azienda.
Le reazioni istituzionali
Il ministro per le Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso soddisfazione per il ritiro della procedura, definendolo un passo per superare le difficoltà e guardare alle prospettive future del sito di Genova. Urso ha sottolineato l’importanza del confronto costruttivo tra azienda, sindacati e istituzioni per individuare soluzioni condivise.
Il ministero continuerà a seguire la vicenda con attenzione, valutando il piano industriale e le prospettive occupazionali con il coinvolgimento dei ministeri competenti.
Le dichiarazioni della sindaca di Genova, Silvia Salis
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha accolto positivamente la notizia, definendola motivo di grande soddisfazione per i lavoratori. Salis ha sottolineato l’importanza della mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni locali nel mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.
Ha inoltre evidenziato il valore strategico del settore delle telecomunicazioni per Genova e per il Paese, auspicando che il confronto tra governo, azienda e parti sociali possa portare a soluzioni strutturali e a nuove prospettive per lo stabilimento di Erzelli.
Conclusioni
La vicenda resta aperta: Ericsson ha indicato che, invece dei licenziamenti, saranno avviate procedure consensuali con esodi volontari e incentivati. Il confronto tra azienda, sindacati e istituzioni dovrà ora definire le modalità di uscita e il numero di lavoratori che resteranno nello stabilimento genovese, mentre prosegue l’analisi del piano industriale e delle prospettive occupazionali del sito.