Conte contro le spese militari: ma sotto di lui sono cresciute del 20%
Giuseppe Conte critica le spese militari, ma sotto la sua guida sono aumentate del 20%. Scopri le contraddizioni del suo mandato e le politiche attuali.
Giuseppe Conte ha governato l’Italia per due periodi: il governo “gialloverde” (M5S e Lega) dal 2018 al 2019 e il governo “giallorosso” (M5S e Partito Democratico) dal 2019 al 2021.
Durante il suo mandato, la spesa militare in rapporto al PIL è aumentata dal 1,2% (giugno 2018) al 1,58% (fine mandato), con un incremento della spesa da 21,7 miliardi a 26,4 miliardi di euro, circa +20%, il più significativo degli ultimi quindici anni fino a quel momento. Nel periodo successivo (2021-2022), la spesa è aumentata ulteriormente, raggiungendo poco meno di 30 miliardi di euro, ma il rapporto con il PIL è sceso al 1,50% a causa della ripresa economica post-pandemia.
Conte ha mantenuto gli impegni assunti dai governi precedenti riguardo alla spesa per la difesa. Nel settembre 2014, Matteo Renzi ha sottoscritto l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 2% del PIL durante un vertice NATO. Conte ha confermato questo impegno durante il suo primo vertice NATO a Bruxelles, mostrando sostegno alle richieste del presidente statunitense Donald Trump.
Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, Conte ha dichiarato: “E’ una spesa in se stessa molto sproporzionata. Sono posizioni del tutto ragionevoli di cui io personalmente tengo gran conto e anzi mi farò latore del fatto che siano comprese anche dagli altri”.
Negli ultimi mesi, Conte ha assunto una posizione di opposizione alle politiche di riarmo e al sostegno militare all’Ucraina, criticando il governo di Giorgia Meloni e cercando di mettere in difficoltà Elly Schlein, leader del centrosinistra.
Evento di riferimento: Assemblea del Movimento 5 Stelle, Nova, Milano, 20 settembre 2026.