Crisi a Frosinone, Mastrangeli si dimette: il centrodestra rischia il commissariamento
La crisi a Frosinone si intensifica con le dimissioni di Mastrangeli. Scopri come il centrodestra rischia il commissariamento e le sue implicazioni.
Frosinone è arrivata a un bivio politico. Dopo una crisi iniziata il 5 ottobre 2026, il sindaco Riccardo Mastrangeli ha rassegnato le dimissioni il 7 ottobre, come riportano il Corriere della Sera e Il Messaggero, aprendo una fase decisiva per il futuro dell'amministrazione comunale. Il nodo è lo stallo sulla presidenza del Consiglio comunale, vacante da fine maggio dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri, oggi sindaco di Sora.
La crisi ha radici profonde. Per quattro mesi la maggioranza non è riuscita a trovare un accordo sul nuovo presidente, una figura chiave per il funzionamento dell'assemblea. Mastrangeli ha fissato una linea chiara: entro le 18 del 9 ottobre i gruppi consiliari devono convergere su un nome condiviso, sostenuto da 17 firme dei consiglieri. Senza questo accordo, il sindaco ha dichiarato che il Comune potrebbe essere commissariato, mettendo fine a un governo di centrodestra che dura da 14 anni.
Il contesto politico è particolarmente complesso. All'interno della maggioranza, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante, contribuendo a frammentare gli equilibri interni. La crisi di Frosinone rappresenta un test significativo per la stabilità delle amministrazioni locali guidate dal centrodestra, mostrando come le dinamiche interne possano mettere a rischio la continuità del governo cittadino.
Di seguito, riportiamo integralmente l'intervento del sindaco Riccardo Mastrangeli, pubblicato sulla sua pagina Facebook.
"Venerdì è l’ultimo giorno. Non ci saranno indugi o scuse che potranno far slittare questo ultimatum.
Voglio la firma di 17 consiglieri su un foglio che indichi il nome concordato. Voglio la massima chiarezza. Altrimenti finisce qui.
Perché le mie dimissioni sono vere, non sono una farsa. Non sono mosse strategiche o tattiche da manuale della politica, quelle le lascio agli altri.
Se la maggioranza che mi ha sostenuto finora non è in grado di esprimere un presidente del Consiglio, allora questa esperienza amministrativa è finita.
Le dimissioni diventeranno irrevocabili e lasceremo la parola ai cittadini. E saranno loro a giudicare il mio operato.
Ho sempre mantenuto la parola data. Ho lavorato per la città e tra la gente. Ho realizzato quanto promesso: parchi inaugurati, la nuova viabilità elettrica, le scuole, i parcheggi, il recupero del Centro storico. Tutto ciò che ho promesso è stato mantenuto.
Ora è il turno della politica. Devono dimostrare di essere all’altezza del mandato che gli elettori hanno affidato loro.
Non hanno più alibi. Voglio i nomi e le firme dei consiglieri. Tutto il resto sono chiacchiere. E io di chiacchiere ne ho sentite fin troppe."
Chi è Riccardo Mastrangeli
Nato a Roma nel 1960, Riccardo Mastrangeli si è laureato in Farmacia alla Sapienza nel 1982. Dopo un'esperienza come assistente universitario, ha lavorato come direttore di farmacia e di aziende di produzione di farmaci, arrivando a dirigere una delle principali imprese farmaceutiche italiane. È stato presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Frosinone dal 2017.
Figlio di un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri e di una maestra elementare, Mastrangeli è entrato in politica nel 1994, venendo eletto alla Camera dei deputati con Forza Italia. Nel 1998 è entrato per la prima volta nel Consiglio comunale di Frosinone, mantenendo un ruolo di primo piano nella vita politica della città per oltre 24 anni.
Dal 2012 è stato assessore al Bilancio e alle Finanze, gestendo i conti del Comune in una fase di forte tensione finanziaria. Nel 2022 è stato eletto sindaco con una coalizione di centrodestra, ottenendo il 55,32% dei voti al ballottaggio contro Domenico Marzi.
Sotto la sua guida, l'amministrazione ha avviato diversi progetti legati alla riqualificazione urbana, alla mobilità sostenibile e alla digitalizzazione dei servizi comunali.
Il ruolo di Futuro Nazionale e di Vannacci
Nella crisi politica di Frosinone, Futuro Nazionale e Roberto Vannacci stanno giocando un ruolo significativo. Il vicesindaco Antonio Scaccia, coordinatore provinciale di FN, guida un gruppo di quattro consiglieri che sostiene la maggioranza di Mastrangeli, ma il partito non esprime apertamente un candidato alla presidenza del Consiglio comunale. Il loro peso nei nuovi equilibri interni alla coalizione è tuttavia crescente.
Il progetto di Vannacci a livello nazionale, che punta a costruire una propria presenza sul territorio attraverso amministratori locali e nuovi circoli, potrebbe aprire prospettive diverse per il partito in caso di ritorno alle urne. In questo contesto, Futuro Nazionale potrebbe cercare di consolidare la propria base elettorale e aumentare la propria influenza politica nella città.
Su una possibile candidatura di Vannacci a sindaco, Mastrangeli ha dichiarato che si tratta di "teorie che lascio ad altri – Io, in queste ore mi concentro sulla città e sui problemi da risolvere", lasciando aperta la questione del futuro ruolo del generale nella politica locale e nazionale.