Estonia, sabotaggio russo a Milrem Robotics: distrutti veicoli militari
Estonia: sabotaggio russo a Milrem Robotics distrugge veicoli militari. Scopri i dettagli dell'incendio doloso e l'inchiesta in corso.
Il 15 agosto 2026 un incendio doloso ha colpito gli stabilimenti della Milrem Robotics a Tallinn, in Estonia, distruggendo diversi veicoli militari telecomandati. Secondo quanto riportato da un rapporto del Servizio di sicurezza interna estone (Kapo), l'operazione sarebbe stata commissionata dai servizi di sicurezza della Federazione Russa. Tre cittadini lettoni sono stati arrestati in patria e successivamente estradati in Estonia.
Le dinamiche dell'incendio
L'episodio si è verificato in Betooni Street, presso l'azienda Milrem Robotics, specializzata in sistemi terrestri senza pilota. Le fiamme sono state notate da un residente che ha dato l'allarme. L'incendio ha causato ingenti danni, distruggendo diversi veicoli militari telecomandati. La Procura generale estone ha avviato un'inchiesta per incendio doloso, valutando anche la pista del sabotaggio.
Il coinvolgimento dei cittadini lettoni
Il 16 agosto la Lettonia ha aperto un procedimento penale, effettuando perquisizioni e sequestrando supporti digitali e oggetti potenzialmente utilizzati per l'incendio. Tre cittadini lettoni sono stati arrestati e successivamente estradati in Estonia, dove la Procura generale ha rilevato prove sufficienti per coinvolgere i servizi di sicurezza russi nell'operazione.
La reazione estone e il coinvolgimento russo
Il primo ministro estone ha dichiarato che, sulla base delle informazioni raccolte dal servizio di sicurezza interno, l'incendio doloso è stato un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali della Federazione Russa. Il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, ha aggiunto che l'episodio si inserisce in una più ampia campagna di sabotaggi russi in Europa volta a mettere sotto pressione i Paesi che sostengono l'Ucraina. Il direttore generale del Kapo, Margo Palloson, ha sottolineato la necessità di rafforzare la sicurezza fisica e digitale delle infrastrutture.
La risposta del Cremlino
Il Cremlino ha negato ogni coinvolgimento. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito le accuse "infondate, avventate, completamente scollegate dalla realtà e prive di qualsiasi riscontro", indicando che la Russia non ha alcun interesse a destabilizzare ulteriormente la regione.