Industria, Biffi: «L'1% di crescita non può diventare la nostra velocità naturale»
All'Assemblea Generale 2026, Assolombarda chiede una politica industriale più incisiva per rilanciare salari, investimenti e competitività.
Trasformare Milano e il Quadrilatero industriale di Assolombarda in uno dei grandi centri internazionali dell'intelligenza artificiale applicata alla manifattura. È il progetto lanciato dal presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, davanti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al presidente di Confindustria Emanuele Orsini e alle principali istituzioni lombarde riunite al Teatro Dal Verme per l'Assemblea Generale 2026, intitolata “Rising Industry”.
Nel suo intervento Biffi ha affrontato i nodi strutturali della crescita italiana, indicando la necessità di un programma che integri innovazione tecnologica, competenze, investimenti, internazionalizzazione e accesso ai capitali. Al centro della strategia c'è la valorizzazione del territorio di Assolombarda – Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia – come laboratorio della nuova industria europea, capace di competere con i grandi ecosistemi globali dell'innovazione.
“Quest'anno, nonostante il contesto incerto, avremo una crescita migliore delle attese, sopra l'1%. È ancora troppo poco”, ha dichiarato Biffi, sottolineando come il problema principale resti la produttività. L'Italia, ha spiegato, produce meno di quanto potrebbe e questo limita la capacità di aumentare salari, investimenti e occupazione.
Secondo il presidente di Assolombarda, i principali ostacoli alla competitività delle imprese sono la dimensione aziendale, la carenza di competenze digitali, gli investimenti insufficienti in ricerca e sviluppo, la dinamica salariale e i costi energetici. Il territorio di Assolombarda, ha osservato, rappresenta tuttavia un modello differente, con una produttività più alta, una maggiore propensione all'innovazione e una crescita dell'occupazione superiore alla media nazionale.
Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato l'intelligenza artificiale. Dai dati dell'indagine Assolombarda-Politecnico di Milano su 700 aziende emerge che il 49% delle imprese dell'ecosistema ha già progetti attivi di intelligenza artificiale, mentre un ulteriore 18% prevede di adottarla a breve. L'adozione cresce progressivamente con la dimensione aziendale: 40% tra le microimprese, 41% tra le piccole, 48% tra le medie, fino al 79% tra le grandi e al 77% delle startup innovative.
Tra le criticità individuate, Biffi ha evidenziato la qualità dei dati industriali necessari per rendere l'intelligenza artificiale realmente efficace nei processi produttivi. È su questo punto che si concentra il progetto forgIA, presentato come una piattaforma collaborativa dedicata alla manifattura italiana.
Il progetto, che coinvolge 20 imprese early adopter e oltre 60 applicazioni industriali, punta a costruire un ecosistema industriale fondato sulla condivisione sicura dei dati. Tra le principali iniziative figura lo sviluppo di un Industrial Data Ecosystem per federare dati e risorse digitali tra aziende e partner, con la collaborazione di NVIDIA per la progettazione delle infrastrutture e di Core42 per la cybersecurity. Sul piano della formazione, sono già state coinvolte oltre 700 persone in sette mesi.
Biffi ha inoltre indicato la cosiddetta “Physical AI” – l'integrazione tra intelligenza artificiale e mondo fisico (robotica, automazione, ecc.) – come uno dei principali ambiti di crescita per la manifattura italiana. “Questa volta non dobbiamo limitarci a adottare la tecnologia: possiamo finalmente contribuire a costruirla”, ha affermato, sottolineando l'obiettivo di fare del Quadrilatero di Assolombarda una “fabbrica dell'AI”.
Sul fronte della politica industriale, il presidente di Assolombarda ha indicato una serie di strumenti considerati strategici in vista della prossima Legge di Bilancio. Tra questi il Piano Transizione 5.0, con particolare riferimento al nuovo iperammortamento come acceleratore degli investimenti, e la proposta di semplificazione burocratica attraverso la reintroduzione della possibilità di acquisire software anche tramite SaaS, eliminata nelle precedenti versioni.
Biffi ha inoltre richiamato il tema della produttività delle piccole imprese. Nei territori di Assolombarda la produttività è cresciuta del 5,6% nel 2025, ma solo dell'1,3% per micro, piccole e medie imprese, a fronte di una crescita del 13% per le grandi. Secondo il presidente dell'associazione, rendere l'innovazione accessibile anche alle piccole imprese è decisivo per evitare che le dimensioni aziendali diventino un fattore di vulnerabilità.
Un altro capitolo riguarda l'occupazione. Secondo le stime presentate da Assolombarda, la trasformazione determinata dall'intelligenza artificiale coinvolgerà circa 750mila lavoratori. L'ecosistema di Assolombarda presenta una domanda di competenze AI superiore alla media nazionale e un'impresa su tre tra quelle che sviluppano progetti di intelligenza artificiale prevede di aumentare il numero dei dipendenti.
Infine, Biffi ha affrontato il tema dell'attrazione dei giovani talenti. Tra le proposte avanzate figura una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi per gli under 35, con l'obiettivo di rafforzare salari, produttività e stabilità occupazionale. “L'Italia, ha concluso, non può permettersi che i suoi giovani migliori restino fuori o lontani dal sistema industriale”.
All'Assemblea Generale 2026, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno partecipato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e monsignor Vincenzo Paglia.