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La nuova legge elettorale: lo Stabilicum

La nuova legge elettorale, lo Stabilicum, promette una maggioranza stabile. Scopri come funziona e le polemiche che la circondano.

di Redazione Il Corridoio domenica 11 ottobre 2026 · 16:02
La nuova legge elettorale: lo Stabilicum
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

L’8 ottobre 2026 è stata approvata la nuova legge elettorale, lo Stabilicum (denominato dalle opposizioni Melonellum), legge che dovrebbe garantire una maggioranza stabile, senza incertezze post-elettorali.

La nuova legge elettorale è un sistema proporzionale con premio di maggioranza che assegnerebbe 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti, senza oltrepassare i limiti massimi di 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200. La soglia di sbarramento è fissata al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni. Questo sistema garantirebbe una maggioranza tra il 52% e il 55% alla Camera e tra il 52% e il 56,5% al Senato. Se nessuna coalizione raggiunge il 42%, il sistema torna a essere proporzionale puro, simile a quello della Prima Repubblica (1948-1992).

La scheda elettorale presenta il simbolo del partito e il capolista bloccato. I sei candidati per collegio sono eletti in base alle preferenze espresse, fino a tre, con l’obbligo di alternanza di genere. Questo meccanismo di voto è stato oggetto di controversie, poiché alcuni sostengono che potrebbe essere giudicato incostituzionale in riferimento all’elezione del Senato, che secondo l’articolo 57 della Costituzione dovrebbe avvenire su base regionale. Comitati sono già pronti a portare la legge alla Corte Costituzionale, che potrebbe esprimersi già a febbraio. La Consulta aveva già bocciato nel 2017 il premio di maggioranza per il Senato, che valeva solo su base nazionale, in contrasto con la Costituzione. Le preferenze hanno un impatto variabile: sono più efficaci nei partiti con alto consenso, come FdI e PD, e meno nei partiti con consenso ridotto.

Secondo Giorgia Meloni, l’effetto principale della legge è quella di dare al Paese un vincitore certo delle elezioni, mentre le opposizioni hanno sollevato cartelli con la scritta "legge truffa" durante la discussione in Camera.

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