Manovra 2027, il governo accelera: taglio Irpef, cedolare secca e bollo auto. Ma resta il nodo delle coperture
La manovra 2027 del governo prevede tagli all'Irpef, cedolare secca e abolizione del bollo auto, ma il nodo delle coperture resta cruciale.
Il governo Meloni accelera sulla legge di Bilancio 2027 e mette sul tavolo una serie di misure che puntano a intervenire su fisco, lavoro, crescita e sostegno alle famiglie. Il quadro definitivo resta però legato ai vincoli europei e alla disponibilità effettiva di risorse. Tra le ipotesi in discussione ci sono il taglio dell'Irpef per il ceto medio, la tassazione agevolata per gli aumenti salariali dei giovani, la cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata e l'abolizione strutturale del bollo auto, anche se alcune misure potrebbero essere ridimensionate o rinviate. A condizionare il percorso sono i vincoli europei, la necessità di coperture e il confronto con Bruxelles.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfb), che aggiorna il quadro economico e finanziario e delinea le principali previsioni su crescita, deficit, debito e spesa pubblica. Contestualmente è arrivato il via libera al Documento programmatico di bilancio (Dpb), la sintesi delle principali scelte di bilancio che il governo trasmette alla Commissione europea. Il Dpb non equivale alla legge di Bilancio, ma rappresenta una tappa fondamentale del percorso. La sua presentazione è prevista entro il 15 ottobre, anche se negli ultimi anni i governi italiani hanno spesso usufruito di proroghe.
La manovra poggia sullo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi di euro per il biennio 2027-2028, approvato il 2 ottobre e già ridimensionato rispetto ai 36 miliardi inizialmente previsti. Le risorse sono state ripartite tra energia e difesa, mentre per le altre misure, come fisco e famiglia, occorrerà reperire nuove coperture o ridimensionare gli interventi.
Tra le misure allo studio figura l'estensione dell'aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito lordo annuo, che comporterebbe un costo di circa 2,6 miliardi. Sul fronte del lavoro, il governo valuta una flat tax al 5% per gli aumenti salariali dei giovani fino a 35 anni, con un costo stimato di 350 milioni di euro, e la cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata, misura che punta a incentivare i contratti più stabili. Resta inoltre sul tavolo l'abolizione del bollo auto, ipotesi che comporterebbe un fabbisogno stimato di 5 miliardi nel biennio 2028-2029.
Il governo ha inoltre previsto uno stanziamento di 2,3 miliardi per il 2027 provenienti dal Pnrr, destinati a finanziare interventi per contenere il costo dell'energia e sostenere famiglie e imprese. Parallelamente prosegue il confronto con i sindacati, che chiedono maggiori risorse per la sanità e misure più incisive su fisco e lavoro. La manovra si inserisce in un quadro economico complesso, caratterizzato da margini finanziari ridotti e dalla necessità di conciliare le priorità sociali con gli impegni europei.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l'approvazione del primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana, con uno stanziamento di oltre 1,5 miliardi di euro. Il piano introduce un nuovo sistema di accesso alle cure per gli anziani non autosufficienti, semplificando l'iter assistenziale. Attraverso punti unici di accesso, i pazienti potranno rivolgersi a un'unica struttura per ottenere assistenza sociosanitaria, con la valutazione dei bisogni effettuata da un team multidisciplinare. Il nuovo sistema sarà attivo a partire dal 1 gennaio 2027.
"Oggi il governo ha approvato il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana con uno stanziamento di oltre 1,5 miliardi di euro. È la prima volta che l'Italia si dota di un provvedimento organico che punta a garantire un'assistenza integrata e personalizzata agli anziani", ha affermato Giorgia Meloni.
Il piano introduce i punti unici di accesso, dove le persone anziane non autosufficienti potranno rivolgersi a un'unica struttura per ottenere assistenza sociosanitaria, evitando di dover contattare più enti. Un gruppo multidisciplinare valuterà i bisogni della persona e definirà un progetto personalizzato di assistenza, individuando i servizi sociosanitari necessari e le eventuali prestazioni economiche.
"Questo progetto indicherà le cure e l'assistenza di cui quella persona ha bisogno e il percorso che dovrà seguire. L'obiettivo è assicurare un'assistenza integrata e personalizzata agli anziani, rafforzando la collaborazione tra sistema sanitario e servizi sociali e puntando sulla domiciliarità", ha spiegato Meloni, sottolineando l'importanza di rafforzare la collaborazione tra sistema sanitario e servizi sociali e di puntare sull'assistenza domiciliare.
Il nuovo sistema sarà attivo dal 1 gennaio 2027.
(Fonte: policymakermag.it)