Mozione sull’islamofobia, Santori chiede chiarezza sulla presenza dell’ex terrorista Falessi
L’esponente della Lega richiama anche l’aggressione a Massimiliano Zossolo durante la seduta consiliare
La Lega-Salvini Premier ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco di Roma Capitale e all’assessore competente in merito agli episodi avvenuti durante la seduta del Consiglio del Municipio Roma V del 25 settembre scorso, in occasione della discussione della mozione intitolata “Contrasto all'islamofobia e al razzismo antimusulmano. Definizione, monitoraggio territoriale, garanzia effettiva della libertà di culto e promozione della convivenza nel Municipio Roma V”.
Il documento, promosso dal capogruppo del Partito Democratico in Municipio V e sottoscritto da altri consiglieri del gruppo, richiama esplicitamente le linee guida approvate dalla Giunta Capitolina lo scorso 7 settembre. La mozione si inserisce nel quadro delle iniziative orientate alla libertà religiosa, alla tutela delle minoranze, al contrasto alle discriminazioni e alla promozione della convivenza.
Secondo quanto riportato dal gruppo consiliare della Lega-Salvini Premier, la seduta sarebbe stata caratterizzata da momenti di forte tensione. Le immagini e le riprese diffuse da diversi organi di informazione locale mostrerebbero episodi verificatisi all’interno della sede municipale durante lo svolgimento delle attività istituzionali.
In particolare, l’interrogazione riferisce che Massimiliano Zossolo, fondatore della piattaforma social Welcome to Favelas, sarebbe stato colpito con uno schiaffo da un manifestante durante la seduta e che successivamente si sarebbe rivolto presso una struttura sanitaria per le cure del caso. Nel documento viene chiesto se l’autore dell’aggressione sia stato identificato dalle Forze dell’Ordine o dalla Polizia Locale intervenute sul posto.
Nel testo viene inoltre richiamata la presenza in aula di Maurizio Falessi, già militante delle Unità Comuniste Combattenti, condannato in via definitiva per reati riconducibili alla sua attività negli anni Ottanta. I consiglieri interroganti riportano il comunicato rilasciato il 14 gennaio 2004 dall’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che definì l’arresto di Falessi come “una vittoria dello Stato democratico, che ha assicurato alla giustizia due terroristi che hanno contribuito ad insanguinare l'Italia negli anni di piombo”. Nella stessa occasione, Pisanu aveva sottolineato che “lo Stato non dimentica, anche dopo 25 anni, le offese ricevute”, come ribadito anche in un’intervista del 15 gennaio 2004.
Sulla base di tali elementi, i consiglieri della Lega-Salvini Premier chiedono se l’Amministrazione capitolina fosse a conoscenza dei fatti relativi alla presenza di Falessi all’interno dell’aula consiliare e dei rapporti eventualmente intercorsi durante la seduta.
Viene inoltre richiesto se Roma Capitale intenda assumere una posizione ufficiale in merito agli episodi avvenuti nella sede municipale, con particolare riferimento all’aggressione ai danni di Zossolo e alle condizioni di sicurezza riscontrate durante lo svolgimento dell’assemblea.
Nel documento si evidenzia infine come la mozione discussa in Municipio V richiami principi di libertà religiosa, tutela delle minoranze, contrasto a ogni forma di discriminazione e rispetto dei diritti fondamentali. In questo contesto, viene chiesto all’Amministrazione di ribadire che le sedi di Roma Capitale debbano essere luoghi in cui tali principi si traducano nel rispetto delle regole, della legalità e delle procedure istituzionali.