Nobel per l'Economia 2026 a Hall e Woodford: premiati i modelli neokeynesiani
Il Nobel per l'Economia 2026 è stato assegnato a Hall e Woodford per i loro modelli neokeynesiani, fondamentali nella stabilizzazione macroeconomica.
Il Nobel per l'Economia 2026 è stato assegnato agli economisti statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford per i loro contributi ai "fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica". Lo ha annunciato l'Accademia reale svedese delle scienze economiche, sottolineando il ruolo centrale del lavoro dei due studiosi nello sviluppo di modelli neokeynesiani capaci di collegare le decisioni di famiglie e imprese alle politiche di stabilizzazione macroeconomica.
Secondo la motivazione ufficiale, Hall e Woodford hanno fornito ai decisori politici strumenti più solidi per affrontare le fluttuazioni economiche. "Grazie a questi modelli, siamo meglio attrezzati per affrontare gli shock economici, come le crisi energetiche o i repentini cambiamenti nei consumi delle famiglie", ha spiegato John Hassler, presidente del Comitato per il Premio per le Scienze Economiche.
La cerimonia di consegna del premio è prevista per il 10 dicembre.
Lavoro accademico e crisi economiche
Hall e Woodford hanno sviluppato i loro modelli durante un periodo di profonde trasformazioni economiche. Come riporta l'Associated Press, le crisi petrolifere degli anni Settanta avevano messo in discussione i modelli keynesiani allora predominanti, spingendo gli economisti a cercare nuove spiegazioni per fenomeni come l'inflazione elevata combinata a bassa crescita.
Secondo l'Accademia, i modelli sviluppati dai due economisti hanno avuto un impatto duraturo sulla politica monetaria, contribuendo a definire le strategie delle banche centrali di tutto il mondo. "Il lavoro dei premiati ci ha fornito una solida base teorica per i modelli che ora sono utilizzati dalle banche centrali e dai governi di tutto il mondo", ha dichiarato Hassler.
Robert E. Hall: profilo e contributi
Robert E. Hall, nato nel 1943 a Palo Alto, in California, è senior fellow emerito presso la Hoover Institution e professore alla Stanford University. Ha diretto il programma di ricerca sulle fluttuazioni e la crescita economica presso il National Bureau of Economic Research dal 1977 al 2013 ed è stato a lungo membro del Business Cycle Dating Committee, l'organismo che stabilisce ufficialmente le date di inizio e fine delle recessioni negli Stati Uniti.
Nel corso della sua carriera, Hall ha prestato consulenze al Dipartimento di Giustizia, al Dipartimento del Tesoro, alla Federal Reserve e al Congressional Budget Office. Ha inoltre contribuito allo sviluppo di un quadro per la tassazione dei consumi, collaborando con Alvin Rabushka alla proposta della flat tax.
Michael Woodford: profilo e contributi
Michael Woodford, nato nel 1955 a Chicopee, nel Massachusetts, è titolare della cattedra John Bates Clark di economia politica alla Columbia University. Dopo essersi laureato all'Università di Chicago, ha conseguito un dottorato in giurisprudenza alla Yale Law School nel 1980 e un dottorato di ricerca in economia al Massachusetts Institute of Technology nel 1983.
Woodford è noto soprattutto per il suo libro "Interest and Prices", considerato un testo di riferimento per economisti e banche centrali, al punto da essere definito "la Bibbia della politica monetaria". Il volume ha contribuito a ridefinire la teoria monetaria contemporanea e a fornire strumenti analitici oggi utilizzati in tutto il mondo.
Le basi microeconomiche della macroeconomia
Uno degli aspetti centrali del lavoro dei due premiati è l'introduzione di modelli macroeconomici costruiti su basi microeconomiche solide. Questa impostazione permette di spiegare le fluttuazioni economiche attraverso le decisioni di spesa e investimento di famiglie e imprese, offrendo strumenti più affidabili per la politica economica.
Come sottolineato dall'Associated Press, questo approccio rappresenta una svolta rispetto ai modelli keynesiani tradizionali, che si basavano principalmente su correlazioni statistiche tra grandi variabili macroeconomiche senza un legame diretto con il comportamento degli agenti economici.
La valutazione dei rischi economici
In una dichiarazione riportata dall'Associated Press, Woodford ha espresso preoccupazione per l'elevato livello di incertezza che caratterizza l'attuale contesto economico globale. "Non ho una shortlist di ciò che crea effetti negativi sulla congiuntura mondiale. Ci sono molti rischi che possono sempre arrivare da qualche parte nel mondo", ha affermato. "La guerra in Medio Oriente ha chiaramente danneggiato i mercati mondiali dell'energia".