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Piano Casa 2026, bando entro ottobre: quasi un miliardo per l’edilizia pubblica

Piano Casa 2026: bando in arrivo con quasi un miliardo per l'edilizia pubblica e l'inizio dei cantieri previsto per gennaio

di Francesco Iucca venerdì 16 ottobre 2026 · 16:36
Piano Casa 2026, bando entro ottobre: quasi un miliardo per l’edilizia pubblica
In sintesi

Il Commissario straordinario Felice Squitieri ha annunciato che il bando per il Piano Casa 2026 sarà pubblicato entro la fine di ottobre, con l'intento di avviare i lavori a gennaio e consegnare i primi alloggi entro marzo. Il piano prevede una dotazione finanziaria di quasi un miliardo di euro, di cui 700 milioni per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e 270 milioni per l'edilizia residenziale sociale, con un importo di 25.000 euro per ogni unità immobiliare. Gli enti territoriali saranno responsabili della selezione degli immobili da ristrutturare, che dovranno essere non occupati e non assegnati, e il Governo mira a snellire i tempi burocratici per garantire una gestione locale più efficiente. Squitieri ha sottolineato l'importanza di assegnare gli alloggi entro tre mesi dall'inizio dei lavori per evitare il rischio di occupazione abusiva.

Il Commissario straordinario di Governo per la riqualificazione urbana e il recupero dell’edilizia residenziale pubblica (ERP), Felice Squitieri, ha annunciato la pubblicazione del bando relativo al Piano Casa 2026 «entro fine ottobre», con l’obiettivo di avviare i primi interventi a gennaio e completare la consegna dei primi alloggi entro marzo. L’annuncio è stato dato nel corso della Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ospitata nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo, all’Aquila.

Le risorse: quasi un miliardo tra ERP e ERS

La dotazione finanziaria pubblica per il Piano Casa 2026 ammonta a 970 milioni di euro. Di questi, 700 milioni sono destinati al recupero degli alloggi ERP, mentre circa 270 milioni finanzieranno l'ERS, l'edilizia residenziale sociale, che prevede accordi con soggetti privati.

Per ciascuna unità immobiliare è previsto un importo di 25.000 euro. Gli enti territoriali sono chiamati a individuare gli appartamenti da ristrutturare, che dovranno avere tre caratteristiche: non essere occupati, non essere assegnati e non essere abitabili. Il bando richiederà agli enti territoriali di indicare gli immobili da ristrutturare, con la gestione dei lavori affidata direttamente agli enti locali e agli organismi territoriali competenti. Il Governo punta a ridurre i tempi burocratici attraverso accordi quadro.

Il nuovo modello: gestione locale e rapidità

Squitieri ha sottolineato che il Piano segna una discontinuità rispetto alle esperienze precedenti: «L'azione è del territorio: tutti gli enti — Comuni, Regioni, ATER, Province Autonome, ecc. — cureranno direttamente la messa a terra dei cantieri». Il Commissario ha inoltre ribadito la volontà di evitare che un immobile ristrutturato resti vuoto e quindi esposto al rischio di occupazione abusiva: è stata infatti stabilita una nuova prassi secondo cui l'alloggio dovrà essere assegnato entro 3 mesi dall'apertura del cantiere.

«Contiamo di aprire i primi cantieri a gennaio e di consegnare i primi appartamenti entro marzo», ha dichiarato Squitieri, facendo riferimento anche alle difficoltà burocratiche che hanno causato il ritardo nella pubblicazione del bando, inizialmente prevista per il 15 settembre.