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Serbia al voto: elezioni anticipate tra Vučić e la Lista Studentesca

Serbia al voto: le elezioni anticipate del 25 ottobre 2026 vedranno Vučić sfidare la Lista Studentesca in un clima di forte polarizzazione politica.

di Redazione Il Corridoio sabato 24 ottobre 2026 · 07:30

Il 25 ottobre 2026 la Serbia andrà alle urne per le elezioni parlamentari anticipate, una data che potrebbe ridefinire il futuro politico del Paese e incidere sugli equilibri dell’Europa sudorientale. Circa 6,5 milioni di elettori sono chiamati a esprimersi in un clima di forte polarizzazione, tra il presidente uscente Aleksandar Vučić e la Lista Studentesca, espressione del movimento che negli ultimi due anni ha segnato la scena politica nazionale.

Secondo i più recenti sondaggi, il presidente uscente Aleksandar Vučić guida la lista "Serbia unita" (Ujedinjena Srbija) con il 47,4% dei consensi, mentre la Lista Studentesca, nata dalle proteste contro la corruzione, raccoglie il 40%. L'affluenza prevista si attesta al 64,7%, con una forbice di incertezza del 5% che rende il voto ancora aperto. Le elezioni si svolgeranno in un solo giorno, con quasi 8.000 seggi aperti su tutto il territorio nazionale, incluse le postazioni per gli elettori residenti in Kosovo e Bosnia Erzegovina.


La sfida si concentra tra Vučić, al potere dal 2014, che si è dimesso dalla presidenza per candidarsi a primo ministro, e la Lista Studentesca, guidata dal professore di medicina Ilija Srdanović. Le elezioni sono state indette dopo quasi due anni di proteste studentesche contro la corruzione, innescate da un incidente ferroviario a Novi Sad nel novembre 2024, che ha causato 16 morti. Le proteste hanno portato a richieste di maggiore trasparenza e nuove elezioni, alle quali Vučić ha risposto con la convocazione delle consultazioni anticipate.

“La battaglia è difficile” ha dichiarato Vučić, presentandosi come “uomo della continuità”, mentre i rappresentanti della Lista Studentesca hanno dichiarato che “la vittoria è certa”, affermando che “la Serbia è a un passo dalla libertà” e che “il 25 ottobre non si voterà soltanto per un partito, ma per voltare pagina”. Il sistema multipartitico serbo, particolarmente polarizzato, sta assistendo a un grande esperimento di democrazia diretta: la Lista Studentesca, priva di un leader ufficiale, è nata dal basso come risposta a un sentire comune, in opposizione a Vučić.

Dal punto di vista geopolitico, le elezioni rappresentano un passaggio cruciale per la Serbia, in bilico tra l’ingresso nell’Unione Europea e le pressioni di Cina e Russia. Le relazioni tra Vučić e Xi Jinping sono consolidate, definite “di ferro”, mentre per la Russia potrebbe essere un momento delicato. Il progetto di una centrale nucleare in Serbia, infatti, contrasterebbe con il processo di adesione all’UE, che vieta la costruzione di centrali nucleari nei nuovi Stati membri. Il voto del 25 ottobre potrebbe dunque avere conseguenze significative per l’intero continente.

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