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Sicilia, Schifani valuta le dimissioni: si apre la crisi nella Regione

Sicilia in crisi: Schifani valuta le dimissioni, aprendo a nuovi scenari politici e istituzionali. Scopri le implicazioni per la Regione.

di Redazione Il Corridoio mercoledì 7 ottobre 2026 · 20:33
Sicilia, Schifani valuta le dimissioni: si apre la crisi nella Regione
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La Sicilia è entrata in una fase di forte incertezza politica e istituzionale dopo che il presidente della Regione Renato Schifani ha comunicato di stare valutando le dimissioni dalla carica. La decisione, anticipata da Il Tempo, è maturata in un clima di crescente tensione interna a Forza Italia e arriva mentre la coalizione di centrodestra tenta di ridefinire gli equilibri in vista delle prossime scadenze elettorali.

Secondo quanto ricostruito, Schifani avrebbe già predisposto la lettera di dimissioni e starebbe attendendo un confronto con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni prima di formalizzare la decisione. La scelta segnerebbe un passaggio politico rilevante per la Regione Siciliana, considerato che le dimissioni del presidente comportano lo scioglimento anticipato dell’Assemblea regionale e l’indizione di nuove elezioni.

Alla base della crisi vi sarebbe un doppio fronte: da un lato l’inchiesta che ha coinvolto Gaetano Armao, ex consigliere giuridico di Schifani, dall’altro lo scontro interno a Forza Italia con il commissario regionale Nino Minardo e il segretario nazionale Antonio Tajani. Minardo, nei giorni scorsi, aveva dichiarato che «bisogna avere il coraggio di cambiare», sottolineando come la richiesta di un ricambio non fosse una posizione personale ma una valutazione maturata all’interno del partito dopo mesi di confronto.

Il clima politico attorno al governo regionale era già da tempo segnato da tensioni interne al centrodestra. L’ipotesi di una ricandidatura di Schifani era stata posta in discussione ben prima delle ultime vicende giudiziarie, in un contesto già logorato da episodi che avevano coinvolto esponenti della maggioranza, tra cui i processi a carico di Totò Cuffaro e Gaetano Galvagno.

Le dimissioni del presidente aprirebbero ora diversi scenari istituzionali. La prima finestra utile per il voto anticipato sarebbe il 13 dicembre, in piena sessione di bilancio. La Regione rischierebbe quindi di arrivare all’esercizio provvisorio senza aver approvato la manovra di stabilità. La mancata approvazione del bilancio potrebbe avere conseguenze dirette sulla gestione finanziaria dell’ente e sulla continuità amministrativa.

Un ulteriore elemento riguarda i deputati regionali al primo mandato. Lo scioglimento anticipato dell’Assemblea regionale siciliana prima del 2027 interromperebbe la legislatura e potrebbe impedire a diversi parlamentari di maturare i requisiti pensionistici previsti dalla normativa vigente. Secondo le ricostruzioni emerse, almeno 33 deputati sarebbero direttamente interessati da questo scenario.

Nel frattempo, anche sul piano politico parlamentare emergono pressioni per un chiarimento. Il gruppo Controcorrente, attraverso il deputato Elio Ficarra, ha chiesto che Schifani riferisca in aula per chiarire la propria posizione e consentire un confronto trasparente davanti all’Assemblea regionale.

Dalla Democrazia Cristiana arriva invece una posizione opposta. Il segretario nazionale Carmelo Pace ha espresso pieno sostegno al presidente, definendolo un punto di riferimento e sottolineando il lavoro svolto durante la legislatura.

Il quadro politico resta dunque aperto. La decisione definitiva di Schifani potrebbe arrivare nei prossimi giorni, anche alla luce del confronto con Palazzo Chigi, mentre il centrodestra siciliano si prepara a gestire una fase che potrebbe portare la Regione a un voto anticipato.

Parallelamente, sul fronte istituzionale, la commissione regionale Antimafia ha avviato un’indagine conoscitiva che riguarda anche i rapporti tra la Presidenza della Regione e alcuni incarichi assegnati. Il governatore è previsto come primo audito nell’ambito dell’istruttoria, che dovrà accertare eventuali criticità amministrative e politiche.

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