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Spagna, Sánchez annuncia elezioni anticipate: "La peggiore opposizione della storia

Sánchez annuncia elezioni anticipate in Spagna per il 29 novembre 2026, dopo la perdita della maggioranza. Scopri le ragioni dietro questa decisione.

di Redazione Il Corridoio lunedì 5 ottobre 2026 · 16:31
Spagna, Sánchez annuncia elezioni anticipate: "La peggiore opposizione della storia
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato elezioni anticipate per il 29 novembre 2026, dopo che il Congresso dei deputati ha bocciato due decreti sulla casa, segnando la perdita della maggioranza parlamentare da parte del suo governo. Lo riporta IlSole24ore.

La decisione arriva in un momento di forte crisi abitativa nel Paese, con prezzi degli affitti in aumento del 90% negli ultimi dieci anni e una mobilitazione nazionale contro la speculazione immobiliare, culminata nella protesta per lo sfratto di Maricarme Abascal, 87 anni, a Madrid. La Spagna doveva votare nel 2027, ma la crisi politica ha accelerato il processo.

Secondo i sondaggi, il Partito Popolare (PP) e Vox sono in vantaggio rispetto al PSOE. Sánchez, in una conferenza stampa, ha attaccato duramente l'opposizione, definendo il parlamento "rozzo e turbolento" e parlando della "peggiore opposizione della storia". Ha anche criticato Isabel Díaz Ayuso, presidente della comunità autonoma di Madrid, citando polemiche sulla privatizzazione della sanità e su presunti episodi di violenza politica, come l'incendio di un asilo nido.

Il premier ha chiesto agli elettori di scegliere se "unirsi all'ondata di estrema destra" o dare alla Spagna "una maggioranza progressista più ampia", rivendicando il lavoro del suo governo e accusando l'opposizione di usare impropriamente i poteri regionali e di bloccare misure utili per il Paese.

Sánchez ha concluso il suo discorso con un appello volto a ottenere un nuovo mandato che gli permetta di approfondire le riforme già avviate e ha ribadito che, sotto la guida della coalizione progressista, la Spagna non ha smesso di avanzare.

I decreti bocciati prevedevano proroga dei contratti di affitto, limiti agli aumenti dei canoni, misure contro gli sfratti e restrizioni agli acquisti da parte di fondi d'investimento.

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