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Stabilicum: la Camera vota la nuova legge elettorale tra polemiche e accuse

Stabilicum: la nuova legge elettorale in discussione alla Camera tra polemiche e accuse. Scopri le reazioni e le implicazioni per le elezioni del 2027.

di Redazione Il Corridoio giovedì 1 ottobre 2026 · 16:31
Stabilicum: la Camera vota la nuova legge elettorale tra polemiche e accuse
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La nuova legge elettorale, denominata Stabilicum, approda oggi nella versione definitiva alla terza lettura alla Camera, con un voto finale previsto per domani. Si tratta di un passaggio cruciale in vista delle elezioni del 2027, che segna l'ultima possibilità contro il tempo per la maggioranza di approvare il provvedimento, dopo l'intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni del 22 settembre 2026.

La Corte costituzionale, organo competente, potrebbe esprimersi prima delle elezioni del 2027, ma il ricorso al voto anticipato, prima di qualsiasi pronuncia della Consulta, potrebbe vanificare l'eventuale bocciatura. La normativa in questione è stata oggetto di critiche da parte di esperti della materia, parlamentari di opposizione, comitati civici, attivisti e giuristi di centrosinistra, che si sono mobilitati per promuovere un referendum abrogativo, come riportato da Il Giornale.

Tra le critiche principali emerge la nuova normativa che impone ai partiti non rappresentati in parlamento e che non hanno eletto deputati o senatori nel 2022 l'obbligo di raccogliere 6.000 firme per collegio plurinominale, rispetto alle precedenti 1.500. A livello nazionale, ciò si traduce in almeno 294.000 firme, in alcune regioni come Molise e Basilicata oltre l'1% degli elettori, per poter presentare liste alle prossime elezioni.

La Senatrice M5S Alessandra Maiorino ha dichiarato: "Questa corsa ci viene imposta perché la maggioranza ha pochi giorni per non violare formalmente i dettami della Commissione di Venezia". Ha aggiunto che si tratta di un "premierato mascherato, incostituzionale dall’inizio alla fine", sottolineando come il meccanismo che esclude dal conteggio parte dei voti delle liste sotto soglia possa penalizzare una coalizione che, complessivamente, ha raccolto più consensi dell’altra, come spiegato da Stefano Patuanelli (M5S).

Maiorino ha inoltre sottolineato: "Promettere agli italiani che potranno scegliere i propri rappresentanti, quando la precedenza resta ai nominati, significa prenderli in giro". Altre obiezioni sono state avanzate dal Quirinale, seppur in modo discreto, come riportato da Huffpost, che ha sottolineato come la legge sia stata trattata come un "decreto legge", con una corsa contro il tempo per l'approvazione.

Nonostante le modifiche rispetto all'impianto iniziale, tra cui la rimozione di una norma contestata e l'introduzione di una nuova riguardante la raccolta firme, le critiche restano forti. La Senatrice Maiorino ha evidenziato come il provvedimento abbia l'obiettivo di consolidare il potere di una persona sola, con un impatto significativo sugli equilibri della democrazia.

Il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, si era espresso sul tema in un discorso del 26 marzo 2026, sottolineando l'importanza della legittimità costituzionale delle leggi elettorali e il ruolo della Consulta nel garantire il rispetto dei principi costituzionali.

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